Belgio + Olanda 2010

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Porte de Hal- Bruxelles

Ecco il diario del viaggio mio e di Sabry dell'estate 2010. Come al solito, è un misto di informazioni e nostre esperienze ed impressioni, spero a qualcuno sia utile. E, come ogni anno, perdonate gli errori di digitazione. ;-)

Alcune foto sono inserite nel testo, molte altre sono disponibili qui (Flickr).

Grazie e buona lettura!

1 (24 Giugno 2010) - Baustelle

Miky si beve una Kwak al Theatre de Toone - Bruxelles

Nel 2001, anno del mio primo e storico viaggio in Scozia, sono stato indeciso fino all'ultimo tra "Olanda + Belgio + vicinanze" e, appunto, Scozia. A distanza di 9 anni, era giunta l'ora di andare a dare un'occhiata all'idea originale.

Per vari motivi abbiamo deciso di attraversare l'Europa in macchina. Per questioni di costo e di comodità con i bagagli, certo, ma anche per il semplice fatto di vedere un po' il panorama. Quindi, siamo saliti fino in Belgio con la Golf. Ci sono volute quasi 14 ore (concedendoci qualche opportuna pausa) ma tutto sommato direi che ne è valsa la pena. L'Austria, con i suoi rigorosi (a tratti assurdi) limiti di velocità ha costituito un attraversamento un po' barboso - anche per colpa dei vari baustelle ("cantieri") sparsi un po' ovunque. Situazione molto simile in Germania per i cantieri, però senza limiti di velocità, con gente che guida molto male, ... Dopo una sosta-carburante-scontato in Lussemburgo, siamo giunti a Bruxelles (Brussel, in fiammingo).

Hotel de Ville - Bruxelles

Per l'occasione avevo trovato una camera a prezzo molto ridotto al Métropole, uno sfarzoso hotel 5-stelle un po' vecchio stile, nel cuore della città. Appena arrivati abbiamo lasciato la macchina al valet, che ha fatto di tutto (con successo) per trovare parcheggi gratuiti dove lasciarla. Entrando nella hall sono rimasto un po' impressionato dalla maestosità del tutto, splendidamente kitsch. La camera direi che era "ok": non da 5 stelle, ma lo svaligiamento del frigobar era compreso nel prezzo.

Nonostante l'evidente stanchezza e l'ora abbastanza tarda (~22) abbiamo deciso di uscire, anche perché i morsi della fame si facevano sentire. La Rough Guide consigliava il 't Kelderke per una cena non troppo costosa sulla Grand Place (€ 15-25 a testa le buone portate tradizionali - eccezionale il coniglio alla Gueze). Tra l'altro, la Grand Place ed i dintorni mi sono da subito sembrati deliziosi, nonostante da più parti avessi sentito parole non proprio positive su Bruxelles in precedenza. Mah. Per una pinta, in città non c'è che l'imbarazzo della scelta: noi siamo finiti al Théatre de Toone (ottimo) a bere una kwak nella sua "clessidra".

2 - Afro

Murales - Bruxelles

Mi sono alzato, a causa del fatale mix di birra e stanchezza, con un mal di testa che non mi ha in pratica mai mollato fino a sera. Al mattino abbiamo rivisto il centro con più luce (confermo, delizioso), il Mannequin Pis, ed altre cosette nella città bassa. Non perdete il museo del cioccolato e quello del fumetto. La città alta, vista nel pomeriggio, è invece un'altra storia: molti edifici trarrebbero beneficio da una bella demolizione; ci sono persino grattacieli abbandonati dai quali cadono le finestre!!!
Una parte interessante del tour è stata la visita al birrificio Cantillon, ovvero al Musée Bruxellois de la Gueze, ad Anderlecht. Unica birra di Bruxelles che viene fatta fermentare naturalmente, reagendo con i lieviti dell'aria, ha un gusto alquanto particolare e quindi merita uno (anzi, più assaggi). Il self-tour del birrificio merita altrettanto.

Verso sera il mal di testa stava passando, ed il momento sembrava adatto per un aperitivo nell'elegante bar del Métropole. L'unico ovviamente, visti i prezzi: lo champagne di Sabry costava ben 12.50 Euro (e non c'erano ovviamente alternative simili a prezzo inferiore), mentre la mia birra belga di qualità viaggiava sui 5 Euro (il che è persino ottimo, visto che anche nella più becera bettola di Maniago costa 4.50). Per altri drink di abbazia ci siamo spostati al Falstaff, dove tifosi spagnoli e cileni erano alquanto presi dalla loro partita ai mondiali.

Per un'eccellente cena vale decisamente la pena di fare un paio di fermate di metro fino ad Anneessens e 2 passi per raggiungere il Bleu de Toi. È un delizioso ristorante specializzato in patate al forno ripiene (a prezzi accettabili, una cena completa va sui 25 € a testa): io le ho prese con le "schie" (come si chiamano in Veneto), Sabry con il salmone. Cena eccezionale!

Hotel Metropole - Bruxelles

Tornando verso il centro abbiamo fatto conoscenza per strada con 4 tizi di Marsiglia che erano a Bruxelles per un festival afro. Uno del ragazzi e la ragazza sembravano a posto ma gli altri due erano alquanto stralunati - uno colpiva tutti i cartelli violentemente con la testa, non era ben chiaro se lo facesse di proposito o no. Dopo essere riusciti a declinare le ripetute offerte di unirci a loro per una serata bevosa, siamo tornati in centro. Siamo stati in un paio di posti, a partire da A L'Imaige de Notre Dame, con tanto di karaoke in cui non ci siamo ovviamente esibiti. Non sazi abbiamo chiuso in un locale del Delirium Village, un vicoletto minuscolo il cui nome dice tutto: 4 bar aperti sempre fino alle 4, in uno spazio molto ristretto, e tutti pieni di gente. Entrando in uno a caso, frequentato per lo più da americani, ho piacevolmente notato che c'era la scelta tra 2004 birre (sì, duemila e quattro), cui 59 alla spina. Che dire... senza eguali. Bruxelles è decisamente la capitale della buona birra: ovunque ci si giri c'è un menu da cui scegliere. Ah, le birre alla frutta di alcuni produttori sono eccezionali: la frutta si sente, ma solo il giusto!

Usciti dal Delirium, abbiamo visto che in giro c'era proprio un delirio a seguito della qualificazione della Spgna agli ottavi del mondiale: sembrava di essere a Madrid, scene con gente arrampicata sulle statue.

3 - Belgian Perl Workshop

Rievocazione - Grand Place - Bruxelles

Non è stato proprio un giorno di vacanza, anche se i workshop Perl sono ugualmente piacevoli. È stata una bella esperienza, che ho risparmiato a Sabry, la quale ha invece visitato la città; tra l'altro, tornando mi sono anche ritrovato in mezzo al festival afro di cui parlavano i marsigliesi la sera precedente.

Tralascio ulteriori dettagli sul workshop rinviandoli alla giusta sede, e passo direttamente alla serata, durante la quale ho ri-incontrato Sabry che nel frattempo aveva finito di aggirarsi per Bruxelles. Dopo qualche conveniente e buona tapa (al Tapas Locas), abbiamo fatto un ultimo giro. Tra i posti da segnalare, il Box Vieux Temps ed una birreria/rummeria nel Delirium Village: oltre ad una enorme selezione di birre, ci sono anche centinaia di rum (noi abbiamo preferito la birra).

4 - Waterloo

Porte de Hal - Bruxelles

Ultima mattina a Bruxelles, che in definitiva mi è molto piaciuta. È un po' in mezzo, non solo geograficamente, tra Londra, Parigi ed una città scandinava: un mix di bello e brutto, nuovo e vecchio, moderno e fatiscente, che in qualche modo rappresenta bene l'Europa di cui è capitale. Soprattutto è una città piuttosto vivace, con la sua popolazione cosmopolita e varia e le centinaia di café, bar ed altri locali.

Al mattino abbiamo visitato l'ottima Porte de Hal, ultimo pezzo di mura ben conservato (il resto è stato demolito da Napoleone tempo fa). Nei pressi, attorno a Gare du Midi, si teneva il mercato della domenica mattina, dove abbiamo acquistato un bel po' di cibo visto che ci attendevano vari giorni in tenda. Pur avendolo intravisto dalla cima della Porte de Hal, ho convinto Sabry che fosse necessario andare a vedere l'Atomium da vicino (ad Haysel, ai margini della città): in effetti era alquanto spettacolare. Visto che eravamo un po' di fretta e che l'ingresso costava ben 11 Euro, abbiamo deciso di sorvolare sulla visita - anche se ero curioso di vedere come si passava da un protone all'altro.

Campo di battaglia di Waterloo

Ero, devo dire, un po' stanco, ma il ritmo imposto da Sabry non è che lasciasse molti margini di riposo. Siamo pertanto partiti alla volta del Chateau dei Gaasbek. Il tizio che l'ha commissionato non è sopravvissuto sano di mente abbastanza per vederlo completo, ma è davvero pregevole (la guida, obbligatoria, dice solo il numero da premere sull'audioguida in francese); dell'interno ho dunque capito ben poco, in compenso l'esterno non ha bisogno di essere capito ed invoglia ad un pic-nic, c'è anche un laghetto melmoso in cui molti osano fare il bagno.

Gira gira e dopo un panino nella campagna, siamo giunti a Waterloo, dove Wellington ha dato il colpo di grazia a Napoleone. Curiosamente, Wellington aveva "prenotato" solo 2 notti nella casa in paese dove ha dormito (la precedente e la successiva alla battaglia), segno che sapeva che prevedeva una cosa breve: così è stato. Il campo è visibile (a pagamento) da un punto panoramico sito su una collina artificiale, ma serve davvero molta immaginazione poiché si vedono solo campi coltivati; è comunque un buon posto per rilassarsi e pensare ai vecchi tempi.

Ero piuttosto contento di piantare di nuovo la tenda, dopo l'ultimo camping a Stirling (Scozia) nel 2007, ma trovare un campeggio si è rivelato un po' macchinoso. Dopo aver girato a lungo in cerca di uno segnato sulla cartina, abbiamo scoperto che aveva chiuso; ne abbiamo trovato un altro (a Luttre, € 13 docce comprese) dopo alcune richieste di informazioni ed un incidente stradale sfiorato. Come ricompensa, il posto era davvero grazioso, con tanto di canale con le papere dei pressi. La mia super pasta liofilizzata ai frutti di mare ha fatto il resto!

4 - Abbazie

Abbazia di Villers la Ville

Mi sono alzato alquanto infreddolito, benché non facesse affatto freddo. Sabry, che di solito è freddolosa, si è invece alzata in forma. Il latte al cioccolato, condito con deliziosi biscotti di Bruxelles, ha sistemato la situazione.

La prima visita riguardava uno dei mie obiettivi preferiti: un'abbazia in rovina, precisamente quella di Villers la Ville. Un po' come le abbazie del sud della Scozia, si tratta di un luogo alquanto evocativo, dove aggirarsi lungo stanze e giardini che un tempo costituivano una micro-città. La cattedrale è imponente, assolutamente da non perdere!
Conoscevo Charleroi solo perché ci atterra Ryanair, e pensavo fosse un piccolo paese con un areoporto (o areocampo) proporzionalmente piccolo; ho invece scoperto una delle più grandi città industriali del Belgio. L'industria dell'800 l'ha resa, un po' come Manchester, alquanto cupa "dipingendo di nero" le facciate degli edifici; le vie del centro sono comunque piacevoli, per quanto non ci sia poi molto da vedere.

Dopo un panino presso l'Abbey de Gueze (chiusa, sik!) e un giretto a Thuin, abbiamo raggiunto La Louviere, città un po' caotica dove ci siamo fermati allo scopo di capire bene dove si trovasse l'ascensore per le navi. Un tifoso inglese (almeno, a giudicare dalla maglia) mi ha visto con addosso la maglia della Scozia uscendo da un pub, e mi ha fatto cenno come ad un vecchio amico dicendomi cose in francese che non ho capito: sembrava contento, ed ho dunque pensato che l'Inghilterra avesse sconfitto la Germania, ma poi ho scoperto che aveva invece perso 4-1. L'ascensore, poco fuori città, è assolutamente da non perdere: è enorme e permette alle navi di salire e scendere di 100 metri per passare da un canale ad un altro; in pratica solleva delle gigantesche vasche di acciaio (piccoli canali, direi) con le navi dentro. Spettacolare. Abbiamo anche visitato l'interno (€ 5), che comprende la sala macchine (da dietro un vetro) ed un filmato in 15' sulla storia della struttura: vale la pena in particolare per vedere la sala macchine, ma la parte migliore è senz'altro all'esterno e consiglio di attendere che arrivi una nave per vedere il dispositivo all'opera.

Ascensore per imbarcazioni a Strepy-Thieu - La Louviere

Siamo andati ad accamparci un po' lontano, a Dinant (vicino al confine con la Francia), e ciò ci ha dato l'occasione di attraversare alcune vallate alquanto suggestive (in particolare quella che parte da Thon, e poi quella in cui è situata proprio Dinant). Il camping (€ 13 con docce a gettoni di € 1) era situato in riva al fiume, non distante dall'Abbaye de Leffe che abbiamo raggiunto a piedi la sera (scoprendo solo il giorno dopo cos'era). Per l'occasione abbiamo testato il risotto Scotti ai funghi liofilizzato... buono, e 150 grammi in più rispetto al "liofilizzato medio". Sul lato "curiosità" abbiamo notato che i camping sono sì pieni di moscerini, ma questi non pungono ed anzi tendono a starsene per i fatti loro.

6 - Birre

Abazia della Leffe - Dinant

La notte in tenda è stata ottima per Sabry e OK per me. Infatti, sono un po' come i cani: se sento rumori mi "sveglio" per un breve periodo, ed i treni merci sull'altro lato del fiume transitavano con frequenza circa oraria (grossa linea di collegamento Belgio-Francia). Nonostante tutto mi sono alzato abbastanza riposato e, preparato il latte, ero pronto a partire.

Dinant ha meritato due fugaci passi, poi abbiamo guidato un po' fino alle Grottes de Neptune, lunghe caverne calcaree vicino a Couvin. La cosa che mi ha lasciato abbastanza impressionato è che tempo prima hanno provato a gettare del colorante nell'acqua di un torrente che biforca (un ramo passa fuori dalle grotte ed uno dentro) e poi si ricongiunge alcuni Km più un la: l'acqua colorata è arrivata dopo 2 ore per il percorso esterno, e dopo ben 2 giorni attraversando le grotte!!! Purtroppo, a causa di lavori, non era possibile fare il giro in barca nel fiume sotterraneo e ci siamo dunque accontentati della visita guidata a piedi - visto l'inconveniente, il biglietto costava € 4 anziché € 8.
Subito dopo il solito panino al volo (preparato con le mie manine) ci siamo spostati a Chimay, nome famoso ovunque per via della birra trappista locale. La cattedrale (la collégiale Saints-Pierre-et-Paul) merita un'occhiata - c'era anche una breve visita guidata gratuita, in cui il tizio ci faceva anche domande; già so poco di argomenti religiosi, figuriamoci in francese... Abbiamo invece evitato il castello: c'era altro da fare e, nel globale, non eravamo molto in vena di un'altra visita.

Mons

Il pomeriggio si è rivelato decisamente interessante con una degustazione della Brasserie des Fagnes, raggiunta attraversando suolo francese - 4 diverse birre piccole ma non troppo ed un po' di formaggio a soli € 6.50. E che birre! Ne abbiamo anche acquistate alcune bottiglie, che sono durate giusto un paio di giorni (la sera in camping, oltre ai morsi della fame, si sentono anche quelli della sete). Ah, c'era anche il wifi gratuito. Subito dopo, altra "chicca" scoperta da Sabry, e cioé l'Abbaye de Rocs: visita gratuita della birreria (davvero dettagliata, per quanto in francese) e degustazione a pagamento delle eccellenti birre. Anche qui qualche acquisto è stato di rigore. La birreria è costruita con delle pietre di una vicina precedente abbazia, quindi per legge può chiamare la sua birra "di abbazia". Avendo bevuto più che a sufficienza, cosa c'era di meglio che mettersi alla guida e spostarsi vari km? Nulla, ed infatti siamo "volati" a Mons, città alquanto vivace la cui Grand Place ha qualche elemento di quella di Bruxelles e, pur non avendo lo stesso fascino, merita una visita e probabilmente anche una passeggiata serale. Quest'ultima ci è stata però preclusa, poiché dovevamo assolutamente spostarci a Tournai per campeggiare in locazione vantaggiosa per la giornata successiva. Il Camping de l'Orient (€ 12), consigliato dalla Routard, era "cittadino" ma con piazzole molto riservate (tutte separate da siepe), e corrente elettrica inclusa (portate l'adattatore per le prese blu di tipo industriale).

A questo punto è doverosa una considerazione sulle strade del Belgio. Ci sono autostrade praticamente ovunque, e sono gratuite; purtroppo la pavimentazione è spesso scadente. Le altre strade sono pavimentate ancora peggio. Nei centri c'è ovunque del ciottolato molto grosso e spesso dissestato: benché sia bello da vedere, per ruote e sospensioni sarebbe meglio persino uno sterrato.

7 - Bucato

Piazza di Tournai

Priorità della giornata: andare alla lavanderia a gettoni, sempre a Tournai, a fare il bucato. 40 minuti di lavatrice, giusti giusti per un giro in centro e qualche foto. Asciugati i panni (nell'asciugatrice) la giornata vera e propria era pronta per cominciare.

Il Museo Nazionale del Luppolo, a Poperinge, è stata una delle visite più interessanti del viaggio: molti pensano poco al luppolo quando si parla di birra, ma questo elemento è fondamentale, e ripercorrerne la storia è un'attività da non perdere! Nel resto della mattinata poco da rilevare, a parte qualche spostamento ed una visita all'esterno della cattedrale di St. Sixtus - la vicina fabbrica di birra (dove viene prodotta la Westmalle) non era visitabile, così abbiamo sorvolato anche sulla degustazione nel bar "ufficiale". Parte del pomeriggio è stato speso in spiaggia: l'acqua del Mare del Nord è un po' fredda per i miei gusti, ma sabbia, temperatura e Sole erano come in Friuli.

Mare del Nord - De Haan

Abbiamo pernottato in un campeggio nei pressi di De Haan, in pratica dove eravamo stati in spiaggia. C'è stata qualche sorpresa con la doccia: era a gettoni, ma il bureau aveva già chiuso ed anche il bar (che avrebbe dovuto vendere gettoni fuori orario) era chiuso poiché non era ancora Agosto. Dopo alcuni momenti di panico da parte di Sabry (io avrei anche saltato per un giorno la doccia...), lei stessa ha trovato una signora belga che ha persino regalato 2 gettoni (€ 1.20 ciascuno altrimenti). Per il resto, per 17 Euro direi che era un buon camping, con tante lepri anche!

8 - In Bruges

In battello lungo i canali - Brugge

Beh... che dire... da quando ho visto il film con Colin Farrell ho desiderato visitare Bruges. Le aspettative sono state ripagate, anche se forse mancava quella punta di malinconia per trovare la quale bisognerebbe probabilmente venire in inverno.
Arrivati in città abbiamo fatto un giretto: purtroppo non si poteva salire sul Belfort quel giorno poiché il custode si era ammalato (mah). Ci sono comunque almeno un paio di splendide chiese ed il piacevole Begijnhof. Ciò che comunque merita di più è aggirarsi tra le vie, fare in giro in battello (€ 6.50) e comprare un sacco di cioccolata. Da non perdere il birrificio locale, il celeberrimo De Halve Maan. La visita (€ 5.50) è interessante, anche perché la guida che abbiamo trovato era particolarmente divertente; oltre a vedere la fabbrica si sale sul tetto, dal quale il panorama su Bruges è incantevole; la visita si chiude con l'immancabile degustazione di birra non pastorizzata che non viene commercializzata al di fuori del bar interno al birrificio.

Markt - Bruges

Per appoggiare la testa ci siamo affidati al Livia Luxe (120 €/notte la camera doppia, inclusa enorme colazione), B&B davvero tipico, ben curato ed in pieno centro (parking circa 8 €/giorno nel multipiano interrati). Chiudo la giornata indicato un ottimo locale dove bere birra "fatta in casa", molto tipico benché affollato di turisti: il De Garre.

9 - Anversa

Gouden Leeuwplein - Gent

Benché al mattino di solito non avessi mai fame (finivamo sempre di cenare verso le 22) in quella particolare mattina mi sentivo famelico. Ho pertanto approfittato di uova e bacon per iniziare alla grande la giornata, che in effetti si preannunciava impegnativa con Gand (Gent) e Antwerpen (Anversa) da visitare in un solo giorno. Ormai era un po' che ci trovavamo in zona fiamminga, quindi l'olandese era diventato la lingua da usare; per fortuna, a differenza che nella zona francese del Belgio, qui parlavano quasi tutti un buon inglese e quindi le cose erano più semplici. :-)

A Gand ci siamo limitati a 2 passi nel piacevole centro, la zona pedonale più grande d'Europa; purtroppo pesanti lavori di riqualificazione rendevano la piazza principale non troppo allettante. Da non perderere il Graveensten, il castello del conte, interessante e con ottime viste sul centro.

Stazione Centrale - Anversa

Gent sembrava un buon posto dove trascorrere una sera, ad averla avuta a disposizione... tuttavia, Anversa non ci ha certo fatto pentire della scelta. Trovare il B&B (l'ottimo Belga, € 90/notte stanza doppia + colazione, con Internet via PAN) è stata una mezza impresa poiché nella via (già peraltro difficile da raggiungere per via di vari cantieri) c'erano 2 numeri 20 vicini; a complicare il tutto, il gestore in quel momento era assente, ma abbiamo comunque combinato con il vicino (con assistenza telefonica del gestore) per il check-in. Usciti per 2 passi, siamo brevemente rientrati e poi usciti nuovamente per la serata. Complice il clima (+37 !!!) ed il fatto che fosse venerdì, c'era molta gente in giro - sia turisti che locali. Abbiamo girovagato sia per il centro che per la notturna zona sud, dove abbiamo cenato (al Fiskbar, consigliatoci dal tizio del B&B e che consiglierei a tutti - è eccezionale ed ha prezzi ragionevoli). Nei pressi c'era anche un luna park: ci siamo concessi un giro sulla romantica ruota panoramica. Nel globale, Anversa mi è sembrata la più piacevole delle città belghe: è animata un po' tipo Bruxelles ma al contempo ordinata come una città nordica. Insomma, come dico io, un posto da non perdere. C'era anche in giro un'atmosfera gioisa il giusto per via della vittoria dell'Olanda sul Brasile ai mondiali di calcio.
Se andate al Belga B&B, occhio ai parcheggi: c'è un allettante parking a pochi metri ma a noi è costato € 30 al giorno; chiedete al tizio del B&B, di solito ha dei voucher per € 5 al giorno (ovviamente quando siamo arrivati noi li aveva finiti ed il gestore del parcheggio era in ferie). Nota di colore: Sabry ha trovato in un bar un tizio che si laureava ed ha dovuto tagliargli un pezzo di vestito (dal corpo, le zone più compromettenti era già state tagliate).

9 - No camping

L'Olanda va alla finale dei mondiali...qui si festeggia in modo strano!

Clima radicalmente diverso al risveglio: pioggia e 13 gradi, cioè 22 in meno rispetto alla sera prima: aaah, il Nord Europa! Dopo una frugale colazione (in realtà c'era molto da mangiare, ma ero a posto) abbiamo sconfinato in Olanda. La prima, piacevolissima, tappa è stata Middelburg, una cittadina con centro medievale. Siamo saliti sulla torre dell'abdij, Sabry ce l'ha fatta a stento a completare i 220+ scalini, così ho dovuto comprarle delle fragole al mercato locale per permetterle di riprendersi.

Il tempo nuvoloso e freddo ci ha impedito di fermarci un po' in spiaggia, con grande rammarico di Sabry, così siamo passati direttamente alla visita del Waterland Neeltje Jans, metà museo metà parco a tema, presso il Delta Project che di fatto tiene l'Olanda all'asciutto (qualcuno a Venezia avrebbe più di qualcosa da imparare). Il Waterland costa € 21 a testa + € 6 per il parcheggio, però li merita. All'interno, oltre ad una mostra sulla storia di dighe ed affini in Olanda, si può assistere a spettacoli con foche e leoni marini, nonché giocare con scivoli, galleria del vento, etc. È anche incluso un giro in nave nella zona del Progetto Delta: non perdetevi, appena partiti, la palestra di roccia ricavata su un vecchio pilone in cemento armato - i rocciatori ci vanno in barca!

Kinderdijk

Purtroppo il clima era peggiorato ulteriormente, con pioggia continua, quindi non sembrava la serata ideale per piantare la tenda. Abbiamo comunque deciso di aspettare l'ultimo momento per decidere, andando nel frattempo a fotografare dei mulini a vento poco fuori Rotterdam (sarebbe stato bello camminarci in mezzo, ma non sotto il diluvio). Tramontata definitivamente l'opzione camping, abbiamo cercato un hotel ad Haarlem: essendo già le 20 di sabato non è che ci fossero molte possibilità, ma grazie all'infallibile Lonely Planet abbiamo trovato una camera all'Ambassador City Centre Hotel. Benché il nome fosse altisonante, la camera costava accettabili 100 €/notte e l'albergo era molto ben gestito, con un piacevole feeling "old style" (e c'era anche il wifi gratuito, ottimo per l'upload/backup delle nostre foto su Flickr). Il tizio alla reception era prodigo di battute: tra le tante, quando gli ho consegnato dei blocchi da mettere in frigo per farne ghiaccio, mi ha detto (con aria sconsolata) "oh, pensavo fosse la droga 'ice'". :-)
La sera abbiamo mangiato un po' di salmone con formaggio in un bar/ristorante... ottimo abbinamento, direi, per quanto apparentemente insolito. Qualche foto nel Grote Markt e poi nanna - eravamo davvero a pezzi.

10 - Multa

Zaanse Schans

Colazione non in hotel (costava sui 13 €, sicuramente li valeva almeno per le quantità ma non avevamo abbastanza fame); abbiamo preferito consumare le nostre provviste (succo d'arancia e frutta) sul lungomare a Ijmuiden, adatto anche per passeggiate sulla spiaggia (bellissima) anche se il cielo a pochi Km era già sul marroncino per via della vicina ed enorme zona industriale. La stessa Z.I. è in realtà interessante da attraversare in auto per via di una serie di ponticelli levatoi. Chiedendo informazioni varie volte siamo giunti al bazaar di Beverwijck. Abbiamo optato per entrare nello Zwarte Markt (il più grande e caratteristico dei 3 bazaar, € 3 a testa). In effetti in vendita c'era di tutto, condito da chioschi con cibo, musica dal vivo, .... I prezzi erano tra l'altro ottimi, solo che non avevo voglio di aggiungere entropia all'interno della Golf (ma Sabry ha acquistato un asciugamano). All'uscita, sorpresa: non avevamo notato la presenza del parcometro, quindi 66 Euro di multa. Olé!

La tappa successiva è stata una delle più interessanti del viaggio: Zaanse Schans. Il museo a cielo aperto (gratuito) ricostruisce (con edifici originali trasportati da altre zone dell'Olanda) un villaggio del 17esimo secolo. Il piatto forte è chiaramente costituito dai 6 mulini (originali del posto), splendidamente restaurati ed ancora funzionanti. Noi abbiamo visitato quello che produce colori (€ 3): molto interessante e divertente salire le ripide scale per osservarne il funzionamento. Ho anche acquistato nel negozio all'interno una pregevole cravatta con i mulini disegnati. Zaanse Schans è da non perdere, ci si potrebbe tranquillamente passare l'intera giornata visitando i mulini e il resto.

Rotterdam

Breve salto a Den Haag (L'Aia). La capitale, complice il fatto che era domenica, era tranquilla e sonnacchiosa il giusto, comunque un posto piacevole; ci siamo limitati a 2 passi ed alla visita del Mauritshuis (€ 18). Quest'ultimo, con opere di Vermeer e Rembrandt, merita decisamente un ingresso. Ci siamo fermati a Delf (ora tecnicamente un sobborgo di Rotterdam), dove vengono prodotte le ceramiche blu e bianche famose in tutto il mondo. Curiosamente, queste ceramiche in origine erano cinesi, e sono state copiate nel 17esimo secolo; gli attuali cloni cinesi di prodotti europei non sono dunque un concetto così nuovo, e la storia come sempre si ripete. ;-)

Lunga giornata, eh? Beh, siamo finiti a dormire a Rotterdam, presso il delizioso H2otel, costruito su una barca (130 €/notte per la camera doppia). Abbiamo anche gustato una birra nel bar dell'albergo, la cui zona esterna galleggia sul canale. Due parole su Rotterdam sono doverose, visto che molti tendono a liquidarla come "città industriale poco interessante", spesso senza nemmeno passarci. Chiaramente, invece, è una delle città che in Olanda vanno assolutamente visitate. Essendo stata rasa al suolo dai nazisti, è diversa da tutto il resto dell'Olanda, ma non è un ammasso di brutti palazzoni. Tutt'altro: Rotterdam è ricca di grattacieli alquanto fantasiosi, che la rendono un interessante mix di architettura moderna. Camminate per i suoi ariosi vialoni, sicuri anche di notte, e ammirate una città vitale, simile ad una metropoli americana più che ad una europea! Non mancano nemmeno i locali dove sostare per un drink o un pasto (noi abbiamo cenato allo Stockholm, presso il "vecchio" porto). Di giorno c'è molto da fare, a partire dagli ottimi musei; noi, chiaramente, avevamo solo la sera a disposizione quindi la Rotterdam diurna è rinviata alla prossima volta. In ogni caso, non mancate di fare qualche foto ai grattacieli col buio! Peraltro, visti i numerosi cantieri, presto ce ne saranno molti di più!

11 - 55 Euro

Begijnhof - Amsterdam

Anche a Rotterdam, vista la scarsa fame mattutina, abbiamo deciso di saltare la colazione da € 12.50 dell'hotel.. Ci siamo invece spostati nel quartiere finanziario per un ottimo caffè con brioche, prima di partire alla volta di Amsterdam.

Come può mancare Amsterdam in un viaggio in Olanda? Il problema è dedicarci solo un giorno: noi ci siamo riusciti, ed ecco come! Anzitutto, check-in al rilassante Barangay B&B (€ 130/notte per la doppia): uno dei gestori (una simpatica coppia gay) mi ha indicato un parcheggio un po' fuori mano a soli € 6.50/giorno incluso il biglietto del treno per arrivare in centro; visto che la mattina dopo dovevamo partire presto, abbiamo però optato per un multipiano vicino al B&B (Centraal Station, ripidissimi € 55/giorno!!!). Golfino si è così potuto riposare in piena Amsterdam. :-)
Check-in completato è partita la visita. Due passi qua e la, giro nello Rijksmuseum, un'occhiata al Begijnhof, e giro in barca sui canali (raccomandatissimo). La cosa più interessante è stata senz'altro il Van Gogh Museum; abbiamo anche comprato una stampa della "Camera da letto" da appendere in casa. Imperdibile!!! Anche la casa di Anna Frank non va saltata: c'è molta coda e serve dunque un sacco di pazienza, ma dovrete probabilmente trattenere le lacrime aggirandovi tra le stanze.

Dam by night - Amsterdam

La sera, come raccomandatoci dal gestore del B&B, abbiamo fatto un salto nel quartiere a luci rosse, piuttosto pittoresco. Le ragazze... eh... direi un mix di bellissime e di cofani: d'altronde, devono essercene per tutti i gusti. Divertente anche la presenza di "vetriniste settoriali", come la MILF e la segretaria. Vista la fame (di cibo), abbiamo proseguito con cena argentina e tour dei bar: purtroppo l'Hard Rock Café aveva già chiuso, quindi non abbiamo potuto aggiungerlo alla nostra "collezione" di HRC visitati. Peraltro, Sabry era così stanca che abbiamo dovuto chiamare un taxi (16 €) per tornare al B&B.

12 - Colazione a letto

Stoomtram - from Hoorn to Medemblik

Non avevamo mai fatto colazione a letto, ma il B&B la prevedeva - ed è stata ottima. Alle 9 in punto uno dei gestori è entrato ed ha servito pancake ripieni (cioccolato e fragola), macedonia, cereali, caffè e succo d'arancia. Nonostante fossimo come al solito un po' di fretta, ci siamo presi il giusto tempo per godercela. I gestori erano prontissimi per Olanda-Uruguay della sera stessa, e la città stessa sembrava in fibrillazione per l'evento.

Macchina recuperata e partenza per Hoorn, dove ci attendeva il Museum Stoomtram, treno a vapore (€ 19 inclusivo anche di un tratto in nave): un'esperienza di altri tempi, decisamente raccomandabile. La nave ci ha poi lasciati ad Enkhuizen, e precisamente al Zuiderzeemuseum. Questo non va assolutamente perso, poiché di tratta della ricostruzione di un villaggio olandese del 1880-1932, eseguita rigorosamente con tanto di persone/attori che lavorano e vivono, spiegando anche le varie cose ai visitatori. Ogni dettaglio è curato nel più minimo particolare.

Zuiderzeemuseum - Enkhuizen

Dovevamo spostarci all'isola di Texel per trascorrervi un paio di notti, pertanto a Den Helder abbiamo preso il ferry (siamo arrivati un minuto prima che partisse, fiuuu) per la breve traversata di circa 20 minuti. Texel è, come il resto dell'Olanda, completamente piatta, ma decisamente più "tranquilla" nonostante abbia un paio di località vacanziere; per il resto è formata da foreste, spiagge bianche, campi e pascoli.
Abbiamo piantato la tenda al Texelcamping Kogerstrand, situato tra De Koog e la spiaggia. Un campeggio alquanto professionale (tutto funziona con schede elettroniche) ma un po' caro (circa € 30/notte per piantare la tenda, e l'auto può entrare solo per carico/scarico). Prima di cena (come sempre, abbiamo mangiato verso le 22) c'è stato un po' di imbarazzo con la lavatrice: Sabry l'aveva caricata e messa in funzione per poi andare in doccia, quindi toccava a me "sorvegliarla" e scaricarla; ad un certo punto la lavatrice ha iniziato a perdere (molta) acqua, così è stato alquanto "divertente" starsene lì attorno a fingere disinteresse mentre chi andava e veniva dal bagno si fermava ad osservare la curiosa scena. Tutto questo per 14 minuti. Per di più l'asciugatrice era guasta, cosa che ho scoperto dopo averla caricata. Il campeggio era tra l'altro in una situazione di parziale delirio per via della vittoria dell'Olanda sull'Uruguay: dritti in finale!

Texel beach

Ed ora un paio di considerazioni sui camping di Belgio ed Olanda, ma in effetti valide anche per altri. Anzitutto, in molti non c'è la carta igienica, cosa che immagino sia normale poiché "roulottari" e simili portano la loro; inserirne un po' sul porta-carta (comunque presente) per gli altri non sarebbe comunque un cattiva idea. Persino il camping "con tutti i crismi" di Texel ne era sprovvisto. In secondo luogo, quasi ogni campeggio è popolato da moltissimi leprotti, che si aggirano tra tende e roulotte senza recare fastidi - sono anzi belli da vedere, anche se è molto difficile avvicinarli. Sabry aveva già notato questa presenza in Scozia, quindi suppongo vengano introdotti nei campeggi per un qualche motivo, forse per tenere lontano qualche insetto? Mah. Tra l'altro interagiscono bene (nel senso che non interagiscono) con i molti cani sempre presenti nei camping.

13 - Bagno nel Mare del Nord

Mare del Nord - Kogerstrand Texel Camping

Ok, in realtà ho solo immerso i piedi, ma faceva freddo e pioveva: solo Sabry, oltre a qualche olandese, ha avuto il coraggio di fare il bagno. Al mattino abbiamo tentato qualche ora in spiaggia, fiduciosi per via del cielo terso, ma non è durata: il vento era forte ed incessante e, oltre a portare subito le nuvole, alzava la sabbia tirandoti i granelli addosso come coltelli. Pertanto, dopo un panino in tenda, abbiamo optato per una visita all'Ecomare - gran posto, si possono vedere vari animaletti marini incluse le foche. L'Ecomare, tra l'altro, si occupa di salvare, curare ed eventualmente rimettere in liberà foche ferite (cuccioli, in particolare), che è possibile vedere. Sabry ha acquistato una piovra di peluche.

Abbiamo ritentato la spiaggia nel pomeriggio, ma ancora una volta freddo e pioggia ci hanno costrutti a desistere. Visto che era ancora presto, ci siamo docciati e cambiati ed abbiamo deciso di aperitivare e mangiare nella pregevole De Koog (da Quinty's, ottimo pesce!).

14 - Il Camping perfetto

Chiesetta nel Drenthe

Pian piano mi stava venendo voglia di imparare un po' di olandese, così ho annunciato a Sabry che al ritorno avrei acquistato un corso. Mi pare una lingua a metà tra tedesco ed inglese, e forse apprenderne qualche base non sarà così difficile.

Abbiamo lasciato Texel in mattinata, ritraghettando Golfino sulla terraferma. Abbiamo anche compilato il sondaggio del campeggio, magari vinceremo un soggiorno sull'isola... sperando in un clima migliore. Dopo un po' di spesa a Leeuwarden, l'idea di Sabry era quella di trascorrere parte della giornata sull'isola di Schiermonnikoog; il tempo era però ancora alquanto incerto, quindi ci siamo limitato a guardare il traghetto salpare mangiando un panino. Per arrivare al porto abbiamo attraversato la chiusa di Afsluitdijk, lunga 30 km... non male, tiene "a galla" 1400 kmq di Olanda.
Abbiamo visitato un po' di graziose chiese fino a raggiungere Groningen: a questa vivace città abbiamo concesso due passi ed un the freddo in un locale con servizio decisamente scadente.
La successiva tappa, un posto da vedere, è stata Bourtange. Si tratta di un villaggio fortificato del 16ismo secolo, un pratica una piazza e qualche via. Semplicemente delizioso, pare di trovarsi in un'altra epoca; ciò era reso ancora più suggestivo dal fatto che alle 18 ormai tutti i negozi fossero chiusi, ed in pratica non ci fosse nessuno in giro. Da non perdere anche una passeggiata sulla mura, dove c'è ovviamente anche l'immancabile mulino. Nella cittadina c'è anche un hotel, penso sia bello dormire tra le mura.

Centro di Bourtange

Per noi invece c'era strada da fare per dormire più a sud, e precisamente nella zona del Dwingerveld National Park. Il camping (di cui non ricordo il nome) era probabilmente il migliore in cui siamo mai stati. Arrivati con la reception già chiusa, siamo comunque stati subito accolti e ci è stata proposta (per € 15/notte) una scelta di piazzole con acqua e corrente elettrica. L'edificio dei bagni era immacolato e persino gradevole come struttura (con mattoncini colorati, etc); al suo interno era presente anche un freezer per il nostro ghiaccio. Eccellente! Purtroppo mi è piombato addosso qualche problema di lavoro, che in qualche modo sono riuscito ad ignorare. ;-) Per la sera, ottimo liofilizzato: ormai posso dirmi un "esperto" nella loro preparazione - sempre e solo pasta e riso, s'intende! C'era una rete wifi a pagamento (€ 15/settimana, un po' costoso se serve solo un'ora): per via del problema di cui sopra, ho tentato di connettermi ma il sistema non ha funzionato. Meglio così: in vacanza non si lavora!

15 - Fiori

FloraHolland - Aalsmeer

È stata la giornata del Flora Holland, un posto che non può assolutamente essere mancato. Situato nei pressi dell'aeroporto di Schipol, è l'hub dove transita l'80% dei fiori commerciati in Europa. Non credo di aver mai visto un edificio così grande: per percorrere a/r la passerella che lo attraversa longitudinalmente sono necessari quasi 20 minuti! Da non perdere un'occhiata ai laboratori, alle aule dell'asta ed al magazzino. I fiori acquistati in mattinata all'asta sono a destinazione in tutta Europa entro le 16!

Momento... stregato con la visita all'Heksenwaag (a Oudewater): qui un tempo le (presunte) streghe venivano pesate per stabilire se lo fossero sul serio, così ci siamo pesati anche Sabry ed io (sì, anche i maschi possono essere streghe), ottenendo il certificato per provare il nostro "status". :-)
Faceva un caldo atroce, ancora 38 gradi, e risultava penoso persino fare 2 passi nella cittadina. Non era meno caldo il Kasteel de Haar, forse il più bel castello della nazione, poiché ottimamente conservato, in ristrutturazione anche in quel momento, ed a volte persino abitato! La visita dell'interno (circa € 12 a testa) vale il suo prezzo: le stanze sono splendidamente restaurate, e la simpatica guida è prodiga di informazioni. Il nostro biglietto includeva anche un the caldo al bar nel giardino: ottima esperienza con +38!! Non mancate di scattare varie foto al castello da fuori: sembra uscito da una favola!

Castello di De Haar

Si era fatto un po' tardi e disperavo di riuscire a raggiungere il Luchtvaart Themapark Aviodrome, strepitoso museo/parco a tema con 70 aerei (tra i tanti, la riproduzione con motore originale del triplano Fokker del Barone rosso che, vista la mia passione per i Peanuts, tenevo molto a vedere). Siamo arrivata mentre il museo chiudeva, ma Sabry era fiduciosa ed infatti è riuscita ad ottenere un breve giro (gratuito) del museo. Un grazie-grazie-grazie allo strepitoso staff: torneremo prima o poi per una visita come si deve.

Beh... beer time, ad Amersfoort. Questa città di 143 mila abitanti sembra un piccolo paese, ed è incantevole! E c'è un'eccellente birreria artigianale (Drie Ringen Bierbrouwerij): ci siamo concessi un ottimo aperitivo ed abbiamo acquistato qualche bottiglia da portare a casa. Giretto ed aperitivo (con una Duvel) anche nella graziosa e caratteristica Utrecht. Rimanendo per una volta "in zona", abbiamo cercato un camping nei pressi dell'Hoge Veluwe National Park: andato male il primo tentativo (reception chiusa e tizi introvabili), il secondo ha avuto successo (reception sempre chiusa, ma la barista ci ha trovato il gestore). Ottimo camping anche qui, per quanto più "casereccio" rispetto a quello della sera precedente. Ho anche accarezzato il cagnetto della roulotte vicina.

16 - Cappellino

Utrecht

Proprio dentro il parco nazionale (€ 15/persona ingresso+museo + € 6/auto) c'è il Kröller-Muller Museum. Questo non va perso, poiché è una delle principali collezioni d'arte del mondo, con anche una riga di opere di Van Gogh. Ho acquistato un paio di stampe: una di Van Gogh per la nostra casetta, e De Kaat (di non-ricordo-chi) per mia madre: da incorniciare, somiglia proprio al suo gatto Gerry. Dopo 2 buone ore di visita a museo e parco (le sculture all'aperto sono tanto orrende quanto è ottima la collezione all'interno), siamo "scesi" nell'ultima città dell'Olanda prevista dal nostro tour: Maastricht. Che dire... piacevole, vivace, calda, affollata. Ho qui trovato, proprio all'ultima possibilità, il cappellino dell'Olanda che già ad Amsterdam avevo adocchiato.
In definitiva non posso dire di aver trovato una città olandese che non mi sia piaciuta: sono tutte ordinate, piacevoli, ben tenute, sicure e vivaci, da quelle tipiche come Maastricht fino a Rotterdam. Rispetto a come sono mantenute molte città italiane, è tutta un'altra cosa.

Maastricht

Beh, fine dell'Olanda e pronti per l'ultima notte in Belgio. Ci siamo fermati in un Carrefour nell'apparentemente (non l'abbiamo visitata, quindi non si può dire) grigia Liegi, nel Belgio francofono. Grossa spesa di birre!!! A parte la roba tipica, ho preso un po' di Duvel, che vorrei continuare ad acquistare anche in Italia: benché abbia 8.5 gradi, è una birra "di base" ottima, a mio avviso la migliore "per tutte le occasioni" (ed in effetti in Beglio si trova ovunque). Sabry ha fatto la sua solita scorta di birre fruttate. Per il nostro amico Glio abbiamo acquistato una "specialità locale": the freddo frizzante, nei bar c'è solo quello!
Via da Liegi... e si va a Spa, dove sono nate le moderne... spa! Cittadina carina, ma "delusione" di Sabry poiché non c'è stato il tempo per provare le terme, visto si era fatto tardi. Abbiamo dunque individuato un camping fornito di piscina per la nostra ultima notte in vacanza. Ultima birra vicino alla tenda, e penso sia stata l'unica volta in cui siamo riusciti ad andare a dormire presto. Ma era necessario per propiziare il lungo viaggio di ritorno.

17 - Lussemburgo

Giardini pensili - Luxembourg City

Alzatici abbastanza presto, abbiamo preso - malinconicamente - la strada per il Lussemburgo. Nella notte c'era stato anche un bel temporale (almeno ha vagamente rinfrescato...), così la nostra storica tenda ha potuto provare la sua resistenza alle intemperie anche in questa vacanza. Fatti un po' di km sulle colline belghe (bellissime, ma asfaltate peggio di uno sterrato), Sabry si è accorta di aver dimenticato di imbucare delle cartoline. Ci siamo così fermati a Bastogne, dove trovare una cassetta delle lettere è stata una mezza impresa. C'era però un'ottima cioccolateria per gli ultimi acquisti.

Anche Lussemburgo dev'essere un buon posto per acquisti, ma abbiamo beccato una festa nazionale ed era quasi tutto chiuso. Poco male, anzi meglio: non abbiamo speso soldi ed abbiamo apprezzato la città "tranquilla". In definitiva Lussemburgo merita 2 passi: ariosa, piena di parchi, ordinata, ... si vede che girano "quei 4 soldi". :-)

Luxembourg City

Gelatone e partenza per la Germania, che con qualche sosta è scivolata via. Alle 22 eravamo in Austria a cena (in una Rasthaus autostradale, ottima cena) prima di arrivare finalmente, prima di mezzanotte, a casa. Finita un'altra vacanzina!

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This page contains a single entry by Michele Beltrame published on December 23, 2010 3:42 PM.

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