Referendum costituzionale 25-26 Giugno

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Come tutti dovrebbero sapere, domenica 25 e lunedì 26 Giugno si terrà il referendum confermativo in merito ad alcune riforme costituzionali che il centrodestra aveva approvato durante il suo mandato. Vediamo di capire bene come bisogna votare.

Il quorum non è previsto per questo tipo di referendum, che sarà dunque valido a prescindere dalla percentuale dei votanti.

Spiegazione sintetica: vota , fai un favore alla Nazione liberandola dagli inutili parassiti, promuovendo il federalismo, e dando ad essa un ordinamento più moderno. Votando sì:

  • Si formalizzano i maggiori poteri del premier, che quindi sarà più responsabilizzato e dovrà dimostrare di essere una guida forte.
  • Si conferiscono a camera e senato ruoli diversi (la prima si occuperà di leggi di interesse nazionale, il secondo di leggi di interesse regionale). Al momento sono l'uno il doppione dell'altra.
  • Si riduce il numero di deputati e senatori, portando alla responsabilizzazione degli stessi, che - essendo in numero minore - saranno più visibili e quindi meno portati a scaldare la poltrona; ciò porterà anche al taglio di spese inutili.
  • Si riducono, nella magistratura, i rischi di conflitto di interesse e di politicizzazione.
  • Si attua la sospirata "svolta federale", definendo precise materie di competenza regionale ed altre di competenza nazionale.

Spiegazione lunga: clicca sul link sottostante (o continua a leggere se sei già nella pagina della storia).

Premier

Adesso / con il no:
- Il capo del governo, indicato dal presidente della Repubblica, dirige l'attività del governo.
- I ministri sono formalmente nominati dal presidente, anche se di fatto sono indicati dal capo del governo.
- La fiducia deve venire accordata da entrambe le camere, e può essere revocata con motivata mozione.
Con il :
- Il capo del governo diventa d fatto premier, e nomina e revoca direttamente i ministri.
- Lo stesso premier viene sempre indicato sul presidente, ma obbligatoriamente sulla base del risultato elettorale (di fatto lo scegono dunque gli elettori, un po' come il presidente USA).
- La fiducia è votata dalla camera dei deputati.
In sintesi: con il sì, si formalizzano i maggiori poteri del premier (che finalmente dovrà dimostrarsi una guida forte non solo davanti alla telecamere), ma come si vede non è una dittatura come blaterano i sostenitori del no.

Parlamento

Adesso / con il no:
- 630 deputati, di almeno 25 anni di età, che approvano il regolamento interno a maggioranza assoluta.
- 315 senatori, di almeno 40 anni di età, che rimangono in carica 5 anni.
- Bicameralismo perfetto in cui entrambe le camere devono approvare ogni legge.
Con il :
- Deputati ridotti a 518 + alcuni a vita (al massimo 3 nominati + ex-presidenti della Repubblica), che devono avere almeno 21 anni di età, e che approvano il regolamento interno a 3/5 di maggioranza.
- La camera approva le leggi statali, il senato quelle regionali e quelle miste regione/stato, entrambe le camere devono approvare leggi in materia di bilancio, costituzioe, elezioni, enti locali.
In sintesi: con il si accelerano i tempi di approvazione delle leggi, e si separano finalmente le questioni regionali da quelle statali, dando impulso al federalismo. Il senato diventa federale, e potenzialmente giovane come la camera, occupandosi di questioni diverse (ora abbiamo due camere identiche che sono l'una il doppione dell'altra). Con la riduzione del numero di deputati e senatori si porta alla responsabilizzazione degli stessi, che - essendo in numero minore - saranno più visibili e quindi meno portati a scaldare la poltrona; Inoltre, cosa non da poco, si tagliano un bel po' di spese inutili: abbiamo più parlamentari degli Stati Uniti, nazione in cui vivono quasi 300 milioni di persone.

Scioglimento delle camere

Adesso / con il no:
- Il presidente della Repubblica scioglie una oppure entrambe le camere dopo consultazione con i presidenti di esse.
Con il :
- Se la camera dei deputati sfiducia il premier, questa viene automaticamente sciolta ed il premier si dimette; a questo punto vengono indette elezioni, oppure la coalizione di maggioranza indica un nuovo premier che il presidente della Repubblica dovrà poi nominare.
- Il presidente della Repubblica può sciogliere il senato federale se esso non riesce ad espletare le sue funzioni per un tempo prolungato.
In sintesi: si separa più radicalmente il funzionamento della due camere, e lo scioglimento del senato non minaccia necessariamente la camera dei deputati. In caso di scioglimento di quest'ultma, inoltre, sono più chiari i passi da compiere e si dovrebbero evitare i ridicoli tira-e-molla con governi provvisori come è avvenuto fino ad ora.

Preisdente della Repubblica

Adesso / con il no:
- Eletto da camera dei deputati, senato e 3 delegati per regione eletti dai consigli regionali.
- È il capo dello stato e rappresenta l'unità nazionle (qualsiasi cosa questo voglia dire).
- Deve avere almeno 50 anni.
Con il :
- Eletto da camera dei deputati, senato federale, presidenti delle regioni, presidenti delle provincie di Trento e Bolzano, e da vari delegati eletti dai consigli regionali.
- È sempre il "garante dell'unità nazionale", in più nomina i presidenti delle authority e designa il vicepresidente del CSM. Solo lui può concedere la grazia.
- Deve avere almeno 40 anni.
In sintesi: con il , il presidente rimane un inutile e costoso orpello esattamente come prima, ma forse avremo la chance di vederne uno giovane e che faccia il suo lavoro con entusiasmo. Si dovrebbe finalmente evitare che il governo di sinistra conceda la grazia ai terroristi.

CSM (Consiglio Superiore della Magistratura)

Adesso / con il no:
- Presieduto dal presidente della Repubblica, che ne è membro di diritto assieme al procuratore generale della Corte di Cassazione.
- Membri eletti per 2/3 dai magistrati ordinari e per 1/3 dalle due camere in seduta comune.
- Il vicepresidente è eletto dal CSM e dev'essere un membro del parlamento.
Con il sì:
- La presidenza non cambia
- Membri eletti per 2/3 dai magistrati ordinari, per 1/6 dalla camera dei deputati, per 1/6 dal senato federale.
- Il vicepresidente è scelto dal presidente
In sintesi: cambia poco, ma anche qui ci si muove in senso federale.

Consulta (Corte costituzionale)

Adesso / con il no:
- Composta da 15 giudici: 5 li nomina il presidente della Repubblica, 5 il parlamento in seduta comune, 5 le supreme magistrature.
- Essere un parlamentare, consigliere regionale o avvocato rappresenta un'incompatibilità elettiva.
Con il :
- 15 giudici: 3 li nomina la camera, 4 il senato federale, 4 il presidente della Repubblica, 4 le supreme magistrature.
-Ccome prima, durante il mandato non si può essere un parlamentare, consigliere regionale o avvocato. Nei 3 anni post-mandato non si possono inoltre assumere incarichi di governo, cariche elettive o di nomina governativa, e non si possono svolgere di funzioni in organi o enti pubblici.
In sintesi: oltre ad evolversi in senso federale, si eliminano molti casi di conflitto di interesse, politicizzazione della corte, etc...

Federalismo e devoluzione

Adesso / con il no:
- Le regioni decidono su ogni materia che non è di esplicità competenza dello stato.
- Se il governo ritiene che una legge regionale varchi la propria area decisionale, può intervenire presentando alla Consulta una questione di legittimità costituzionale.
Con il :
- Le regioni decidono da sole in merito a ssistenza sanitaria, organizzazione scolastica (e parte dei programmi scolastici di interesse specifico regionale), polizia locale.
- Vengono chiaramente definite le materie di interesse nazionale. Tra le altre: energia, infrastrutture, tutela della salute, sicurezza sul lavoro.
- Entro 3 anni si attua il federalismo fiscale: autonomia finanziaria di entrata e di spesa, risorse autonome, fondo perequativo per territori con minore capacità fiscale, destinazione di risorse aggiuntive in casi determinati.
- Il governo, se ritiene che una legge regionale pregiudichi l'interesse nazionale, la può impugnare, tramite il senato federale che la rinvia alla regione per la modifica. Se la regione non la modifica, il governo in seduta congiunta può votare per proporne al presidente della Repubblica l'annullamento totale o parziale.
- Se gli organi regionali si dimosrano non in grado di emanare le norme essenziali, lo stato può sostituirsi ad essi.
In sintesi: si dà finalmente alle regioni il giusto potere, e si separa in maniera ben definita ciò che è di competenza statale e regionale. A differenza di quanto sostenuto dalla sinistra con il suo terrorismo mediatico, gli interessi nazionali vengono ben salvaguardati. Giustamente, tuttavia, le regioni che meglio sapranno organizzarsi staranno meglio.

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