November 2005 Archives

Famiglia: Scotch
Tipologia: Single Malt
Origine: Craigellachie, Speyside, Scotland
Stagionatura: 10 anni
Alcol: 40%
Reperibilità: 4

Si tratta di un whisky secco, deciso, praticamente senza alcun retrogusto particolare: la pura essenza dell'orzo, del single malt, dello scotch. A molti non piace particolarmente, poiché è ritenuto “troppo whisky”, ma chi non apprezza il Macallan in realtà non apprezza il whisky.
Inoltre, un bicchiere di Macallan è sempre una buona scusa per una sosta da Tullia++, presso cui esso costituisce praticamente l'unico whisky decente.

Signatory Vintage Lowland 12

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p. Famiglia: Scotch
Tipologia: Single Malt
Origine: Newhaven, Scotland
Stagionatura: 12 anni
Reperibilità: 2

p. Questo è un whisky delle lowland (la parte bassa della Scozia, per chi non è così ferrato in geografia...), ed un prodotto di grande qualità. Purtroppo a me non piace molto, poiché in qualche modo riprende le caratteristiche di altri malti simili, quali il Glen Grant: colore chiaro, gusto un po' annaquato ed odore pungente. Non c'è però da schifarsi troppo, per fortuna: il tanfo devastante ed il sapore corrosivo del Glen Grant sono qui assenti, e quindi berlo potrebbe risultare un'esperienza - se non piacevole - quantomento neutra. In sintesi: non vale il suo prezzo.

Connemara Peated Single Malt

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Famiglia: Irish
Tipologia: Single Malt
Origine: Cooley, Louth, Eire
Stagionatura: 3 anni o più
Alcol: 40%
Reperibilità: 2

Signori, giù il cappello davanti a questo Irish whiskey così morbido da risultare quasi soffice.
Si tratta di un whiskey torbato, caratteristica un po' insolita per un Irish in quanto propria più che altro degli Scotch di Islay. In effetti il gusto è completamento diverso, e ciò è presumibilmente dovuto alla breve stagionatura: l'aroma corposo e deciso degli Scotch infatti qui lascia spazio ad una morbidezza che non solo sorprenderà in positivo gli amanti dell'acqua della vita, ma piacerà anche a chi considera il whisky qualcosa di pressoché imbevibile. Da provare assolutamente.

Bar Peanut Racing

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Venerdì scorso ero in osteria con il mio amico Fuko ed il mio ex-amico preferito Panetta. Dopo aver brindato con un Irish whisky alla memoria di George Best, leggenda del Manchester United degli anni '60, ci siamo dati all'elaborazione del regolamento per un nuovo gioco, il Bar Peanut Racing, che ora mi accingo a spiegare...

Tanto rumore per Tullia

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Autore: Ilaria Borrelli

Voto: 7++

Ta-dah, ecco la recensione del libro che mi ha regalato Panetta per il mio compleanno: pensava di farmi un torto ed invece la lettura si è rivelata piacevole, anche se piuttosto breve (con un po' di buona volontà in 2/3 giorni si può completare il volume, io ci ho impiegato una settimana con la mia pigrizia).

La prima cosa che potrebbe colpire il lettore è il singolare stile di scrittura di Ilaria Borrelli, l'autrice. In genere odio qualsiasi storia scritta in prima persona singolare al presente, ma a ben pensarci forse è stata la scelta migliore per quello che è praticamente un "racconto lungo". Le frasi sono spesso formate in maniera strana, un po' un mistro tra l'italiano ed una forma dialettale napoletaneggiante. Incredibilmente tutto ciò non scade mai nel ridicolo, ed anzi dà un po' di impulso alla storia, catturando il lettore.

E veniamo appunto alla storia. Non è nulla di particolarmente intricato, si tratta fondamentalmente di una serie di avvenimenti che si svolgono nell'arco di circa due giorni. Sotto sotto sembra che l'autrice voglia far riflettere il lettore su come le priorità della vita sono soggette a cambiamente radicali in poco tempo, e come alle cose veramente importanti si pensi solo quando sembra troppo tardi per poterle afferrare. Ilaria sta però bene attenta a non sconfinare nel filosofico, trattando tutto in maniera leggera, simpatica, divertente.

Ah, Tullia - la protagonista - è davvero mitica! ;-)

HOWTO Chillispot + altro

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Bene! Dopo molti giorni dedicati a varie imprecazioni per far funzionare a dovere Chillispot, ci sono riuscito. In estrema sintesi, si tratta di un software che gestisce l'autenticazione degli utenti in una rete WiFi il quale rende tutto il processo completamente indipendente dagli access point (che, secondo il mio modo di vedere la cosa, dovrebbero essere il più dumb possibile).

Comunque, ho deciso di condividere la mia conoscenza con il mondo intero. ;-) Quindi ho scritto un HOWTO relativo all'installazione di Chillispot con Apache+MySQL+FreeRadius su Gentoo. E` su Gentoo-Wiki, quindi è in inglese.

Perl.it Contest 2005

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Vi sentite creativi? Bene!

Perl.It ha aperto il suo primo contest destinato ai programmatori Perl. Sono amessi alla gara articoli, tutorial, recensioni di software, codice illustrato, video-tutorial. In palio ricchi premi per nutrire la vostra mente.

Qui trovate tutti i dettagli

Ed eccone ancora due. Recensisco solo quelli visti al cinema, altrimenti il blog diventa un po' troppo... specializzato. ;-)

La bestia nel cuore

Voto: 7.5

Francamente non ero molto documentato su questa pellicola che invece pare essere piuttosto nota, almeno a giudicare dalla folla presente al cinema: una calca che non vedevo dai tempi di Trainspotting.

La storia ruota attorno alle vicende sentimentali, professionali ed esistenziali di Sabina (Giovanna Mezzogiorno, bravissima), che si ritrova a combattere contro alcuni flashback onirici relativi a presunte violenze subite nell'infanzia. La sua indagine la porta a scoprire molto su sé stessa e sulle persone che la circondano, anche su quelle slegate rispetto alla storia principale, che costituisce più che altro una traccia che guida i protagonisti verso la catarsi finale. Si tratta purtroppo ancora una volta di un dramma incompleto, con tragedie solo sfiorate e finale rose e fiori, ma è comunque decisamente migliore - e più credibile - rispetto a I giorni dell'abbandono.

Mi è sempre piaciuta la recitazione di Giovanna Mezzogiorno. Luigi Lo Cascio mi ha invece sorpreso in positivo, a quanto pare è piuttosto abile nell'interpretare personaggi austeri e problematici. Bravi anche gli altri attori, su cui spicca Giuseppe Battiston con un'interpretazione che mi ha fatto piegare sulla sedie dalle risate.

L'esorcismo di Emily Rose

Voto: 7.5

Commento volentieri questo notevole film drammatico/horror che narra di un processo per esorcismo. Si tratta di una storia costruita piuttosto bene, che tende a catturare l'attenzione dello spettatore con il trascorrere del tempo. Quasi tutte le scene sono ambientate in un tribunale, e sono intervallate da spezzoni più o meno agghiaccianti sulla vita di Emily Rose (interpretata piuttosto bene da Jennifer Carpenter, figlia del grande John). Benché tali spezzoni risultino probabilmente di maggior iimpatto per chi è in qualche modo religioso, anch'io con il mio gretto agnosticismo li ho trovati abbastanza convincenti.

Tra gli attori mi è sembrata spiccare Laura Linney (la ricordate in The Mothman Prophecies?) nel ruolo della protagonista Erin Brunner, ma anche Tom Wilkinson nel ruolo di Padre Brown se l'è cavata più che discretamente.

Per quanto riguarda l'aspetto "storia vera", la pellicola è ispirata alle vicende di Anneliese Michel, una ragazza tedesca che negli anni '70 è morta dopo vicissitudini paragonabile a quelli di Emily Rose. Ci sono delle differenze, a partire dal verdetto del processo, ma è comunque una lettura piuttosto interessante. Qui trovate tutto; è in inglese, ma i blog in italiano non mi sembrano avere lo stesso livello di autorevolezza. Beh, a parte il mio s'intende. ;-)

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