Aforismi di Arthur Schopenhauer

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Il geniale filosofo Schopenhauer aveva una fondamentale massima: la vita è una cosa spiacevole, e io mi sono proposto di passare la mia vita riflettendoci sopra. Fedele a questa frase, egli ha lasciato all'umanità un gran numero di aforismi, perle di saggezza ancora attualissime, regole da seguire per una vita almeno parzialmente felice. Questa pagina si propone, con il tempo, di raccogliere almeno quelli principali: se ne conoscete qualcuno che manca in questa lista, per favore scrivetemi a mb at massainforme.it.

L'interpretazione di ogni aforisma è ovviamente libera, ma ricordatevi che lo stesso filosofo di Danzica ha detto: che i vermi roderanno il mio corpo è un pensiero che posso sopportare; ma che i professori di filosofia rodano la mia filosofia è un'idea che mi fa venire i brividi.

  1. Vita e sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.
  2. Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri.
  3. Si può essere saggio solo alla condizione di vivere in un mondo di stolti.
  4. Al nostro carattere morale la sofferenza è necessaria come la pressione dell'aria al nostro corpo. Senza questa il corpo scoppia; senza sofferenza il nostro carattere sprofonda nei piaceri e nei vizi di ogni genere.
  5. La vita di ciascuno trascorre tutta tra il volere e l'ottenere. Il desiderio per sua natura è dolore, la soddisfazione genera ben presto saturazione: la meta era solo apparente. Il possesso toglie ogni interesse: il desiderio, il bisogno ricompare sotto nuova forma; dove non succede, subentrano lo squallore, il vuoto, la noia, che da combattere sono altrettanto tormentosi come il bisogno.
  6. È profondamente stolto respingere da sè una buona ora presente o guastarsela di proposito col rammarico del passato o l'ansia del futuro.
  7. La ricchezza assomiglia all'acqua di mare: quanta più se ne beve, tanto più si ha sete.
  8. Un punto importante dell'umana saggezza sta nella giusta proporzione in cui dedichiamo la nostra attenzione, parte al presente, parte al futuro, affinché l'uno non ci guasti l'altro. Molti vivono troppo nel presente: le persone leggere; altri troppo nell'avvenire: i pavidi e gli ansiosi. Raramente uno saprà tenere il giusto mezzo.
  9. Nelle persone di capacità limitate la modestia è semplice onestà, ma in chi possiede grande talento è ipocrisia.
  10. Le cause non determinano il carattere della persona, ma soltanto il manifestarsi di questo carattere, cioè le azioni.
  11. Le religioni sono come le lucciole: per splendere hanno bisogno delle tenebre.
  12. Ciò che nella vita reale mi ha sempre e ovunque ostacolato è stata la mia incapcità, fin negli anni della vecchiaia, di farmi un'idea autentica della meschinità e della bassezza degli uomini.
  13. I pensieri messi per iscritto non sono nulla di più che la traccia di un viandante nella sabbia: si vede bene che strada ha preso, ma per sapere che cosa ha visto durante il cammino bisogna far uso dei suoi occhi.
  14. Ciò che rende tanto felice il primo quarto della vita è che ci dedichiamo più a conoscere che a volere. Tutte le cose sono bellissime da vedere e terribili da essere. Nell'infanzia vediamo molto, tutto: ma siamo poco, abbiamo poche relazioni, poca voluttà.
  15. Dovunque e comunque si manifesti l'eccellenza, subito la generale mediocrità si allea e congiura per soffocarla.
  16. Noi sentiamo il dolore, ma non l'assenza del dolore; sentiamo la preoccupazione, ma non l'assenza della preoccupazione; la paura, ma non la sicurezza. Sentiamo il desiderio, così come la fame e la sete; ma non appena è soddisfatto, succede come per il boccone che, nel momento in cui viene inghiottito, cessa di esistere per la nostra sensibilità. Sentiamo amaramente la mancanza di piaceri e di gioie, quando non ci sono; dei dolori invece non sentiamo direttamente la mancanza, anche se non ne proviamo da parecchio tempo, tuttalpiù ce ne ricordiamo per mezzo della riflessione. Solo dolore e mancanza infatti possono venire sentiti positivamente, e dunque si fanno sentire da sé: il benessere invece è solo in negativo. Perciò noi ci rendiamo conto direttamente dei beni più grandi della vita, salute, giovinezza e libertà, solo quando le abbiamo perdute: perché anch'esse sono negazioni. Dei giorni felici della nostra vita ci accorgiamo solo quando hanno ormai lasciato il posto a giorni infelici.
  17. L'amore autentico è sempre compassione; e ogni amore che non sia compassione è egoismo.
  18. La parola di un uomo è il più duraturo dei materiali.
  19. La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia. (_suggerito da Davide_)
  20. La felicità è come l'elemosina gettata al mendicante. Gli permette di vivere oggi per prolungare il suo dolore l'indomani. (_suggerito da Alex_)
  21. L'amore è lo stratagemma di cui la natura si serve per perpetrare la specie e con essa il dolore e la sofferenza. (_suggerito da Alex_)
  22. La vita umana è un eterno conflitto. L'uomo muore con le armi in pugno. (_suggerito da Alex_)
  23. La nostra felicità dipende da quello che siamo, dalla nostra individualità, mentre per lo più prendiamo in considerazione soltanto il nostro destino, vale a dire ciò che abbiamo e ciò che rappresentiamo. (_suggerito da Paolo_)
  24. I medesimi avvenimenti esteriori o le medesime condizioni toccano ognuno in modo diverso o, a parità di ambiente, ognuno vive tuttavia in un altro mondo. (_suggerito da Paolo_)
  25. Il destino può mutare, la nostra natura mai. (_suggerito da Paolo_)
  26. La bellezza è una lettera aperta di raccomandazione che conquista subito i cuori. (_suggerito da Paolo_)
  27. Nel mondo non si ha altra scelta che quella fra la solitudine e la volgarità. (_suggerito da Paolo_)
  28. Il grado di socievolezza di ciascuno sta in rapporto inverso al suo valore intellettuale. (_suggerito da Paolo_)
  29. Se la qualità della società si potesse sostituire con la quantità, metterebbe conto vivere nel gran mondo: purtroppo invece cento imbecilli messi in un mucchio non danno ancora un uomo intelligente. (_suggerito da Paolo_)
  30. Ci sarà una sola determinata donna che corrisponderà nel modo pià perfetto ad un determinato uomo. La vera passione d'amore à tanto rara quanto il caso che quei due si incontrino. (_suggerito da Daniele_)
  31. Nessuno si è mai sentito felice nel presente, a meno che non fosse ubriaco. (_suggerito da Massi_)
  32. Non v'è rosa senza spine, ma vi sono parecchie spine senza rose. (_suggerito da Massi_)
  33. L'amore, due infelicità che si incontrano, due infelicità che si scambiano ed una terza infelicità che si prepara. (_suggerito da Massi_)
  34. La verità passa per tre gradini: viene ridicolizzata, viene contrastata, viene accettata come ovvia. (_suggerito da Christian_)
  35. Chi è nato con un talento, per un talento, trova la sua più bella esistenza. (_suggerito da Giulia_)
  36. La vera eloquenza consiste nel dire il necessario e soltanto il necessario. (_suggerito da Giulia_)
  37. Predicare la morale è facile, il difficile è fondarla. (_suggerito da Giulia_)
  38. Più guardo gli uomini, meno mi piacciono. Se soltanto potessi dire la stessa cosa delle donne, tutto sarebbe a posto. (_suggerito da Giulia_)
  39. Gli amici si dicono sinceri, ma in realtà sinceri sono solo i nemici. (_suggerito da syn_)
  40. La lontananza e la lunga assenza vanno a scapito di ogni amicizia. (_suggerito da syn_)
  41. Anche per i più longevi, la vita è troppo breve in relazione ai progetti fatti. (_suggerito da syn_)
  42. Nella fanciullezza la vita ci si presenta come uno scenario teatrale visto da lontano; nella vecchiaia come il medesimo scenario visto da molto vicino. (_suggerito da syn_)
  43. La solitudine è il destino di tutte le grandi menti: un destino a volte deplorato, ma sempre scelto come il minore di due mali. (_suggerito da Filippo_)
  44. Molti sarebbero capaci di uccidere una persona soltanto per ungere con il suo grasso le proprie scarpe. (_suggerito da Cristina_)

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Chiunque ami un altro essere come se stesso, sia il figlio, la moglie, o un amico, se quest'essere gli sopravvive muore solo a metà; chi invece non ha amato altri che se stesso vuolta il calice della morte fino in fondo.

Lo spasimo degli amanti, altro non è che la specie che vagisce.

il matrimonio altro non è che l'unione di due infelici, prossimi a crearne un altro...(Schopenhauer)

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