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Simona x 2

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In questi giorni ho seguito (era inevitabile, occupava una grossa percentuale dei palinsesti TV) la vicenda delle due ragazze rapite in Iraq, e poi rilasciate. Come al solito, la gestione "spaghettosa" della vicenda mi ha lasciato piuttosto perplesso.

Anzitutto vediamo in sintesi come sono andati gli eventi: le due Simone, volontarie in Iraq con tanto di bandiera arcobaleno, vengono scambiate per agenti della CIA (vedendole in TV, mi chiedo chi possa incorrere in un simile equivoco) e dunque rapite. Dopo un bel po' di giorni i rapitori si accorgono dell'errore e non solo le liberano, ma gli regalano un corano tradotto in inglese, qualche altro libro ed una scatola di biscotti fatti in casa (!!!) . Benché le ragazze non sembrino sospettare nulla (?), mezza Italia ha intuito che dietro questa pantomima dai risvolti piuttosto grotteschi c'è probabilmente il pagamento di un cospicuo riscatto ai rapitori.

Cio è male.

Perché? Beh, anzitutto perché pagare un riscatto significa creare un precedente, che potrebbe portare a futuri rapimenti a scopo di estorsione. In secondo luogo i soldi ottenuti dai rapitori potrebbero essere utilizzati per l'acquisto di armi, con cui creare problemi ben maggiori: per salvare due persone potremmo perderne cento. Il problema più importante è tuttavia che (secondo me) il riscatto è stato pagato solo perché il rapimento è avvenuto in Iraq, e duque c'era molta attenzione da parte della stampa; tutta questa pressione, considerando il fatto che l'Italia è spaccata sull'occupazione dell'Iraq, ha probabilmente convinto il governo ad intervenire.

Non ce l'ho con le due ragazze o con gli altri che vanno nelle zone di guerra: ci mancherebbe, si suppone che viviamo in un mondo libero, ed anzi per fortuna esistono persone che vanno a dare una mano dove serve. Mi disturba invece che attorno a ciò che gli accade si crei un chiasso mediatico tale da influenzare l'azione del governo, che interviene a proprie (=nostre) spese. Chi va in Iraq ci va di sua scelta, sa cosa gli potrebbe capitare. Ho come l'impressione che chi viene rapito in Africa, Sudamerica, o altri luoghi dove non c'è lo spettro di Al Quaeda dietro all'evento, debba cavarsela da solo; e così dovrebbe essere anche in Iraq. Ora Simona Pari vuole tornare lì, e ne ha tutto il diritto; peccato che forse bisognerà salvarla a di nuovo nostre spese, pagando riscatto ed aereo mentre lei si mangia i biscotti.