Pubblico un po' di mie opinioni sull'attuale guerr(igli)a in Iraq.
Da un lato siamo tutti scandalizzati perché i terroristi decapitano i prigioneri senza pietà davanti alle telecamere, e dall'altro poiché i soldati della coalizione torturano i loro di prigionieri. Tutto OK: è una situazione di guerra e non ci si aspetta che vengano portati cappuccino e brioche a chi finisce in mano al nemico.
Pensandoci anche solo qualche minuto, tuttavia, mi pare che la prima situazione (terroristi che si accaniscono su militari o civili americani) sia quella più logica da aspettarsi, benché sia in qualche modo più grave della seconda. In fondo, si sapeva: quelli sono barbari che dirottano aerei, mettono bombe sui treni, e via dicendo; dubito si pongano scrupoli per decapitare o torturare una persona.
Ma che dire invece di ciò che accade ai terroristi che sono nelle mani dei soldati angloamericani? Questa (almeno teoricamente) era (anzi è) una guerra finalizzata all'esportazione di un'ideologia e di una civiltà superiori (quelle occidentali) nel medio oriente. Non è esattamente quello che stiamo dimostrando, e questo è un grande problema, soprattutto per chi cerca i consensi per continuare l'azione in Iraq. A distanza di un anno non sono in grado di decidere se questa guerra sia sensata oppure no: per come si sono messe le cose, molte delle certezze che avevo in proposito stanno iniziando a vacillare.
Esisterebbe inoltre una cosa chiamata convenzione di Ginevra, che regola il modo in cui dovrebbero venir trattati i prigionieri di guerra. Poiché pare che a nessuno gliene freghi nulla, forse si poteva fare direttamente a meno di concordarla nell'ormai lontano 1949. Hmmm, però a pensarci bene questa convenzione non è l'unico patto/alleanza/ente_internazionale/parola_a_scelta che tutti chiamano in causa solo quando gli fa comodo ed altrimenti calpestano a piacere. I nomi ONU e WTO, ad esempio, mi fanno suonare ben più di un campanello.
Che avesse veramente ragione tong pong (amico del mio conoscente Linucs) quando mi suggeriva di rimanere a lavorare nelle risaie in Cina invece di trasferirmi nell'occidente "civilizzato"? Boh.
